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Poco tempo dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina (2022), l’equipaggio di un carro armato T-90M russo si ritrova isolato lungo la linea del fronte a seguito di uno scontro a fuoco. La radio è fuori uso e il cannoniere gravemente ferito. Il giovane Vadim, pilota di buona volontà ma impreparato agli orrori della guerra, e il sergente Strel’nikov, capocarro risoluto e brutale, si ritrovano a vagare per la pianura innevata inseguendo il miraggio di ricongiungersi con le proprie truppe. «Ti ricordi, ragazzo? Ci dicevano che questo Paese di merda ci avrebbe accolti come liberatori, che i fantocci di Kiev al servizio della NATO erano una traballante oligarchia di parassiti pavidi e corrotti, che dentro ogni ucraino c’è un uomo che sogna di tornare nella Grande Casa degli slavi… e che noi siamo qui per aiutarli. Peccato che finora nessuno sembri desiderare il nostro aiuto!»
Vadim e Strel’nikov, perso il loro plotone, vagano in un’odissea senza meta, che con il passare delle ore si trasforma sempre più in una cavalcata
infernale. Tutto si svolge nei claustrofobici spazi del blindato, dove le emozioni si fondono e si confondono: l’amore, il dolore, l’amicizia, la paura. In un crescendo di terrore senza fine, dominato ormai dalla volontà di onnipotenza e dal desiderio di distruzione, Strel’nikov conduce Vadim fino alla sottile linea d’ombra che separa il male dall’orrore. Il giovane, stremato ed esausto, si ritrova sull’orlo di quell’abisso senza fondo che si cela dentro ogni uomo e che, in determinate condizioni, può inghiottirlo.
«Mikhail… Dashkal, sei in linea? Sei in ascolto Verde7? Igor… mi ricevi? Pronto? Qui Verde 9, questa è una chiamata di soccorso, richiediamo… Merda! Abbiamo la radio fuori uso!»
La voce tacque. Senza soluzione di continuità, il ringhio a basso numero di giri del T-90M produceva nell’aria una vibrazione che scuoteva con inquietante delicatezza l’incolmabile silenzio della campagna ucraina, prigioniera di un sonno sconvolto da incubi di distruzione.
Immobile a rimirare le grandi volute di fumo che si sprigionavano dagli incendi lontani, lo scuro colosso d’acciaio si stagliava contro il candido paesaggio sfoggiando orgogliosamente la propria mostrina, la lettera Z, vergata con una bomboletta di vernice bianca sulle fiancate e sulla parte frontale. Elementare e misterioso come un rudimentale cumulo di pietre, segno familiare dalla geometria totalmente estranea alle atroci asimmetrie partorite dal conflitto, quel simbolo muto appariva come una chiave alchemica per poter decifrare il dedalo di radici e di rizomi da cui nasce il velenoso germoglio della guerra
Edoardo Bonaretti (Reggio Emilia 1986), da sempre appassionato di storia e di battaglie, da alcuni anni si dedica alla scrittura e alla stesura di sceneggiature. Con la collaborazione dei disegnatori Angela Fato e Michael Merendi ha pubblicato con Corsiero editore il fumetto Caccia Grossa alle Tigri della Xa, edito in tre volumi.
anno: 2023
pagine: 206
formato: 14x21cm
ISBN: 979-12-80824-46-2