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La ricerca di Paolo Pelosi Bonini segue apparentemente la linea della fotografia informativa, quella propria del fotogiornalismo e della documentazione scientifica e antropologica, poiché ci mostra una serie di ritratti in posa. Se però non ci limitiamo a osservare soltanto la forma e scendiamo sul terreno della significazione, esse ci rivelano ben altre possibilità di lettura, in qualche modo affini alla linea ispirata al simbolismo delle ricerche di August Sander, che a loro volta si muovevano sulla linea delle avanguardie artistiche di primo Novecento e del Surrealismo, in particolare. Citare il Surrealismo senza chiarire il contesto del suo uso può risultare fuorviante a causa del cattivo impiego che ne hanno fatto molti fotografi, i quali lo hanno inteso come mera trasformazione della realtà attraverso il fotomontaggio. Con esso si ottiene un’immagine che quasi sempre risulta fine a se stessa e non comunica nulla oltre l’incongrua mescolanza delle forme. Altra cosa è, invece, la capacità di cogliere quanto va al di là della mera visione ottica della realtà fenomenica; vale a dire quei labili segnali presenti nella raffigurazione per segnalarci un messaggio che oltrepassa la pura e semplice rappresentazione di un fatto. Cerchiamo di verificare quanto affermato sulle immagini di Pelosi Bonini. A prima vista esse mostrano persone in posa accanto a delle automobili, ma se approfondiamo la loro lettura, ecco che possiamo cogliere nei diversi atteggiamenti assunti dai ritrattati un sottile compiacimento, un’aperta manifestazione di possesso per un oggetto che non è più un mezzo di trasporto, ma si è trasformato in uno status symbol, oppure in un oggetto da collezione di cui vantarsi per la sua rarità. La semplice rassegna di ritratti, dunque, si trasforma in una ricerca sulla condizione psicologica di una categoria umana, sul mito del possesso e sul piacere della sua esibizione: sentimenti che travalicano il comportamento quotidiano e si manifestano saltuariamente, sollecitati da situazioni contingenti e dall’inconscio personale.
anno: 2025
pagine: 80