16,50 €
Le storie che Tinin Mantegazza ha riunito in questo libro sono tutte di prima mano, vissute da testimone o raccolte di persona. Nulla di autobiografico, però, in queste pagine; o forse tutto. C’è l’Italia sotto la dittatura fascista con le sue contraddizioni, c’è la guerra con le sue tragedie e c’è l’immediato dopoguerra con l’energia della riconquistata libertà. Ci sono poi tre storie che esulano dal periodo 1943-1946 e formano quasi un epilogo: una riguarda Piazza Fontana (1969) e le ultime, poi, ritraggono nel profondo il carattere milanese. Proprio come il disegno, anche la scrittura di Tinin Mantegazza non spreca un tratto, non spende un aggettivo di troppo: comica senza sconfinare mai nel grottesco, tragica senza valicare il limite del patetico, veritiera senza la rigidità del documento. Ironia e semplicità che solo la distanza del tempo e della vita possono concedere a questo libriccino, agile non meno che forte, scritto sulla memoria serena di un vecchio e con il cuore leggero di un ragazzo, al punto che non vi si scorge traccia di nostalgia o rimpianto, e se ne trae, al contrario, una gran voglia di rendere migliore il domani.
Tinin Mantegazza (Varazze 1931 – Cesena 2020) crebbe a Milano fin da bambino, ma visse per anni a Cesenatico. Regista, illustratore, pittore, organizzatore teatrale, giornalista, lavorò soprattutto nel teatro per ragazzi. Nel 1958 iniziò a collaborare con la Rai firmando alcune importanti produzioni rivolte ai ragazzi come le Telefiabe e l’Albero azzurro, per cui inventò il pupazzo Dodò. Fondò nel 1977 l’ASTRA (Associazione teatro ragazzi) e nel 1978 il Teatro del Buratto; diresse il Teatro Verdi e collaborò per oltre diciott’anni con Enzo Biagi in televisione.
anno: 2016 |
pagine: 100
formato: 14×21 cm
ISBN: 978-88-98420-38-4