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La casa del gelso, storia vera della famiglia materna dell’autrice, mezzadri di San Teodoro nell’entroterra pesarese, ci trasporta direttamente in quel mondo attraverso le parole di Marisa, sua madre, ce ne fa sentire l’odore e il sapore, per poi accompagnarci tra vividi spaccati di storia del cuore del Novecento.
La vita dei campi nelle Marche era ruvida, talvolta spietata, eppure conservava un sapore di buono: la solidarietà, il coraggio e la speranza erano i valori di un’umanità che credeva ancora in se stessa. Uomini temprati dalla fatica, indissolubilmente legati alla terra, coraggiosi, instancabili, giusti, con valori elementari ma fortissimi; donne generose e solide; bambini genuini costretti a perdere troppo in fretta la propria ingenuità.
Le piante di ginestre che crescevano spontanee e rigogliose a San Teodoro e per mesi coloravano siepi, boschi, pendii e colline di un giallo sgargiante, lasciano spazio all’ostile altopiano calcareo del Carso, dove il giovanissimo Nazzareno finisce a combattere in prima linea, durante la Grande Guerra. Gli appezzamenti della campagna marchigiana, devastati dalla mancanza di manodopera del primo dopoguerra, fanno da sfondo ai clamori delle rivolte contadine, all’avvento del fascismo e alla rovina della Seconda Guerra Mondiale. Infine, Genova, dove la famiglia poco alla volta è costretta a emigrare: una città che non si lascia conquistare al primo sguardo, ma, col tempo, ti entra sottopelle e, prima che te ne possa render conto, è già diventa casa.
La Casa Nova era diventata la casa della mia famiglia nel 1929. La ricordo nitidamente, nonostante appartenga a un passato ormai molto lontano: se chiudo gli occhi e mi rilasso, è come se fossi ancora là a rivivere la mia infanzia.
C’erano tanti boschi di rovi e ginestre, maestose querce ad adornare i campi, olmi ombrosi e piante di frassino a contornare le aie. Mi sembra ancora di avvertire l’odore della lavanda che correva lungo tutto il viale che portava alla piccola chiesetta, che mia madre usava per profumare le lenzuola dopo averle lavate nella cenere.
E poi il grande gelso dietro casa, vicino all’orto e al grande trogolo dove venivano immersi i fascetti di canapa, silenzioso e attento testimone dei nostri giochi di bambini con le bocche impiastricciate del viola delle sue bacche mature.
anno: 2026
pagine: 218
formato: 14x21cm
ISBN: 979-12-80824-96-7