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In un villaggio sperduto sui monti della Jugoslavia, devastata dal secondo conflitto mondiale, una creatura infernale è stata risvegliata da un sonno privo di sogni. All’apparenza inarrestabile, con prepotenza il mostro riporta nell’apocalittica era moderna orrori che sembravano relegati alle fiabe e all’antico folklore; coloro che osano affrontarlo vanno incontro a una morte atroce. Ma anche la più terrificante progenie delle Tenebre possiede un tallone d’Achille, che verrà messo a nudo da abominazioni insospettabili quanto sconvolgenti.
L’ospite inatteso vuole offrire una riflessione sul concetto di mostruosità e sulla natura più intima dell’orrore, affrescandone un confronto tra la parte reale e quella immaginaria. La violenza descritta in quest’opera è strettamente funzionale a tale scopo e investe ambiti e dinamiche basilari dell’etica umana.
Lungo un impervio sentiero avanzava un drappello di cavalieri, accompagnati dal cupo chiacchiericcio dei ciottoli urtati stancamente dalle zampe degli animali; il gruppo seguiva la stretta stradicciola, a tratti appena visibile, apparentemente senza temere imboscate o pericoli.
Gli uomini sedevano immobili sulle dure selle di cuoio, armi in pugno e occhi spalancati come le narici da cui uscivano getti di vapore leggero.
I capelli ondeggiavano all’unisono con le criniere, dalle folte barbe spuntavano i piccoli bracieri delle pipe quasi spente; il respiro pesante si fondeva con l’armonioso gorgoglio dei lontani torrenti che scendevano lungo i pendii irti di conifere.
Gli armati portavano appese al collo icone benedette, che conferivano a essi un aspetto antico e nobile, così come i flosci colbacchi adorni di nappe e stemmi sbiaditi; pagnotte rafferme spuntavano dalle larghe tasche delle giubbe imbottite, premute contro i corpi possenti da bandoliere cariche di munizioni.
Giunti in cima a un colle, il più anziano tra i cavalieri fissò lo sguardo verso una lontana colonna di fumo e, levato un braccio in quella direzione, disse: «Laggiù c’è Žerdvolak… o almeno ciò che ne rimane».
Edoardo Bonaretti, nato a Reggio Emilia nel 1986 e laureato in Chimica Industriale, lavora presso un’importante azienda nel settore della conduzione e della manutenzione di impianti. Da sempre grande appassionato di cinema, letteratura, fumetti e storia, ha iniziato a scrivere racconti brevi e piccole sceneggiature per passione, per poi dedicarsi a romanzi più corposi e storie illustrate. In anni precedenti alcuni suoi racconti brevi sono usciti sul quotidiano Prima Pagina e in raccolte curate da Consulta Edizioni; con Corsiero Editore ha pubblicato il fumetto Caccia Grossa alle Tigri della Xa e il romanzo Z – Un viaggio nell’inferno ucraino.
Matteo Montanari, della provincia di Modena, è un disegnatore esordiente. Amante dell’horror fin da quando gli capitò per le mani un libricino dei Piccoli Brividi in seconda elementare, non ha mai smesso di apprezzare questo genere, dal cinema ai fumetti. Si è diplomato alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia, ed è autore della graphic novel autoprodotta “Dolce Astro” e lavora freelance come illustratore sul web.
anno: 2026
pagine: 40
formato: 15x21cm
ISBN: 979-12-80824-94-3