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Amos Clementi è un uomo brillante, colto e ambizioso. A Pergine, nel Trentino austro-ungarico del secondo Ottocento, gestisce una ditta di vini e sogna di far conoscere le proprie composizioni musicali. Un crescente disturbo nervoso e manie di persecuzione, aggravate da tensioni familiari e politiche, lo spingono verso la crisi. Tormentato dal sospetto che la moglie Viola lo tradisca con il fratello Manio, Amos inizia a mostrare comportamenti ossessivi e paranoici. I familiari, preoccupati (ma anche interessati ai suoi affari), decidono di farlo ricoverare temporaneamente nel manicomio di Pergine, con la promessa che sarà “solo per poco”.
Da lì, invece, viene internato contro la sua volontà nel manicomio “San Lazzaro” di Reggio Emilia. Le pagine del suo diario, insieme lucidissime e deliranti, raccontano una progressiva corrosione dell’identità: da uomo stimato e affettuoso padre di famiglia a recluso dimenticato, prigioniero del sistema psichiatrico e del tradimento dei suoi cari. Taccuino di un folle è la cronaca di una lenta distruzione interiore, ma anche il grido di un uomo che non si rassegna a essere cancellato. Attraverso la scrittura e la musica, Amos Clementi lascia una traccia, una testimonianza umana sopravvissuta al silenzio e alla morte, che Paolo Cova ha trasformato in un romanzo intenso e struggente, dove follia e lucidità si confondono, e dove la libertà si misura nel coraggio di dire “io esisto” anche quando tutto sembra perduto.
«Stai tranquillo, Amos. Tornerai presto. Questo è solo un passo per stare meglio.» Non so dire come mai, ma questa sua frase mi risuonò sinistra. Massimo, invece, mi sorrise debolmente, senza parlare, ma gli occhi erano pieni di un’ansia che non riusciva a nascondere. Sentivo il peso di quell’affetto, di quel supporto, ma anche della mia solitudine. Lontano dalle loro parole e dai loro sguardi, c’era un mondo che sembrava essere tutto su di me, che io non riuscivo a comprendere fino in fondo.
Paolo Cova, diplomato in storia sociale all’Università di Innsbruck, è insegnante di lingua e cultura tedesca all’Istituto “La Rosa Bianca” di Predazzo (Trento). Nel 2021 ha pubblicato il romanzo storico La vendetta di Vigil, sui processi per stregoneria che si celebrarono a Cavalese (Trento) all’inizio del Cinquecento. Nel 2024 ha pubblicato il romanzo storico, Dominik il cròmero, dedicato ai venditori ambulanti della Valle dei mòcheni, nel Trentino orientale. È autore di alcuni monologhi teatrali tra cui Clara Marchetto, sola contro tutti, sulle tormentate vicende di una donna che pagò pesantemente il suo impegno e il suo grande coraggio politico per la causa dell’autonomia del Trentino nel secondo dopoguerra, e da ultimo, Fiemme 1945, la verità sugli eccidi, dove l’autore ricostruisce con rigore storico, fatti e responsabilità degli eccidi di persone innocenti avvenuti in valle di Fiemme a guerra finita.
anno: 2025
pagine: 214
formato: 14×21 cm
ISBN: 979-12-80824-86-8