i cataloghi
Attilio Marchesini
100+1 brevi di cronaca dai Musei Civici di Reggio Emilia
Anno: 2016
Pagine: 110
Genere: arte, storia
Formato: 16,5x23,5 cm
ISBN: 978-88-98420-48-3
Prezzo: 23,00 €
«Mi piaceva, mi piaceva, quel maledetto Museo», scrive Salinger nel romanzo Il giovane Holden a proposito di una sua visita al Museo di Storia Naturale di New York. Fatte le debite proporzioni, posso dire lo stesso dei Civici Musei di Reggio Emilia. Come il giovane Holden Caufield anch’io ho conosciuto il «Museo», una domenica mattina degli anni Cinquanta, accompagnato da mio padre. Non avevo predilezioni particolari: ero affascinato dagli animali imbalsamati, dai mosaici, dai mostri nei vasi, dai dipinti, dalle divise, dalle anfore, in poche parole tutto mi piaceva. Sicuramente era il trovare tante cose diverse in un unico luogo quello che mi emozionava... Ho provato a raccontare per ogni oggetto una storia, volutamente breve, semplice e piana, che lo trasformi in un indizio che apra la strada ad altre storie. Con queste storie ho cercato di far sì che questi oggetti escano dalle bacheche, dalle vetrine, dai corridoi del «Museo» e ci portino per le strade di Reggio, d’Italia e addirittura di altri continenti. Volutamente le storie sono state impaginate senza nessun tipo d’ordine. Ognuno può, come si fa con le tessere di un mosaico, accorparle come più gli aggrada e ricavarne il disegno preferito...
Attilio Marchesini

«Sempre più i musei diventano oggi luoghi di possibilità. Anziché porsi come statici depositari di certezze consolidate e valori indiscussi si fanno laboratori di sperimentazione e palestra di confronto. Gli oggetti, da sempre fondamento dell’esistenza di un museo, assumono nuovi ruoli. Beni culturali da conservare, documentare, esporre ma soprattutto da attivare. Al bagaglio minimo che accompagna l’oggetto nella tradizionale cultura museale si sommano oggi nuove possibilità di narrazione.
Qui si tratta di storie particolari, storie per così dire secondarie, certo non la prima storia che uno si aspetta di sentirsi raccontare in un museo rispetto all’oggetto scelto. Sono però storie vere, non d’invenzione, mosse dalla curiosità di qualche dettaglio, dalla scoperta di fraintendimenti spesso esilaranti, a volte dalla memoria di un gossip che anche in passato animava la vita della città, ma spesso sono invece frutto di una accanita acribia filologica. La città, Reggio Emilia, ne esce ovviamente protagonista, ma in una rete di relazioni anche geografiche ampissime e spesso imprevedibili. Si è per così dire frugato tra le pieghe della storia, privilegiando uno sguardo obliquo e smaliziato, ammiccante a segreti inespressi, curioso di interessi diversi che spaziano tra le discipline ma non disdegnano la cultura e le convinzioni popolari.
Tutto lo staff scientifico del Museo è stato coinvolto nell’impresa, ma il vero narratore, riconoscibile per l’ampiezza dei riferimenti espressi e anche per il tono narrativo, semplice e affabulatorio, è Attilio Marchesini, per anni conservatore dei nostri Musei ma soprattutto prezioso conservatore di tante storie di Reggio Emilia.
Allo sguardo obliquo del racconto fa da contrasto nel libro la solida fermezza delle immagini di Carlo Vannini. Gli oggetti del Museo ne escono nella pregnanza della loro presenza quasi fisica, immobilizzati nella qualità di uno still life che ne restituisce con caparbietà ogni particolare spingendoli ad assumere una valenza quasi totemica.»
Elisabetta Farioli


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